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Perche' "FATTI E DISFATTI" ? avete mai visto i bambini alle prese con un giocattolo ? Il loro divertimento piu' grande e' smontarlo , guardare cosa c'è dentro . Cerchiamo di fare questo, di smontare cio' che ci viene proposto dalla societa', dalla politica, dalla informazione e andiamo a ricercare la verita' a capire i nessi e le cause e se qualche volta sbagliamo, non sbagliamo a cercare sempre al di la' dei conformismi ufficiali, delle propagande e degli slogan

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11 gennaio 2010

Congresso : quale Italia dei Valori ?

 

Progetto IDV ,

In vista del congresso del 5 febbraio prossimo faccio alcune considerazioni e mi pongo alcune domande :

Sapra’ l’Italia dei Valori assumere il ruolo di partito mantenendo anche il ruolo di grande movimento popolare e anzi interpretandone le spinte piu’sane ? Potra’ Di Pietro assumere un ruolo che gli consenta di essere leader, ma nel contempo rinunciare all’impronta troppo personalistica data al partito ?

Io credo di si, ma perche’ cio’ si concretizzi e’ necessario che l’IDV assuma davvero i connotati di un partito – non partito ovvero sappia disegnarsi un ruolo che si differenzi dalla partitocrazia cosi’ come oggi la conosciamo . I suoi rappresentanti possono anche avere dei trascorsi precedenti in altre formazioni politiche , ma e’ importante che abbiano davvero la volonta’ di rinnovarsi e di abbandonare schemi di consenso tipici della politica politicante . Io auspico che la maggioranza degli eletti sia costituita da persone nuove alla politica , capaci davvero di credere che le parole abbiano un significato se dietro alle parole vi sono valori che condividiamo e per i quali siamo disposti a metterci in gioco e a batterci . Basta con la conta delle tessere, con le amicizie di comodo , con correnti e correntine . Quando si parla di unita’ credo che ci si debba riferire innanzi tutto alla propria parte politica , l’unita’ e’ conseguente al “credo” di quel progetto fondato su valori condivisi e i valori dell’IDV sono nel suo statuto che per un partito e’ pari alla costituzione per una repubblica : principi con regole del gioco che tutti sono tenuti a rispettare , ma soprattutto a sentire come propri . Chi scende in politica e viene in questo partito con altri intenti o peggio chi salta il fosso sperando in privilegi e prebende dovrebbe poter sapere che questo non e’ il partito giusto per lui e auspico che questo congresso faccia chiarezza su questo confermando quanto espresso da Antonio Di Pietro nel suo documento- risposta inviato a Micromega poche settimane fa .

Compito importante e prioritario per un partito che aspiri a diventare anche partito di alternativa di governo e’ quello di darsi un progetto e un programma che sappia davvero coniugare parole e fatti, promesse possibili e attuazione delle stesse . IDV sapra’ raccogliere le tante istanze che nascono dalle altrettanto numerose emergenze di questo paese ?

Guardiamo allora la dove altri gruppi politici hanno mancato, dove estese fasce di cittadini sono state dimenticate, è la, è su quelle cose che bisogna intervenire e dare risposte . Alcuni esempi tra i molti possibili : per i lavoratori da quanti anni si parla di intervenire sul fiscal drag, da quanti anni si parla di dare piu’ sicurezza sociale ai precari, ma poi non si fa nulla ?. Da quanti anni si parla di diminuire le accise sulla benzina ?, . Da quanti anni si parla di energie rinnovabili, ma si fanno solo timide proposte ?. Da quanti anni si parla di una giustizia efficiente e capace di affrontare davvero la criminalita’ organizzata una volta per tutte e poi ci ritrova ancora a sciogliere il nodo tra collusioni mafia-politica ? . Da quanto si parla di lentezza del piu’ ordinario processo civile ?. Da quanto tempo si condanna il conflitto di interessi, ma non si e’ fatto niente di concreto neanche quando cio’ era possibile . Ancora : come coniugare l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati con una vita decorosa e la sicurezza contro i rischi della criminalita’ ?. Sono nodi che per interesse di parte o per negligenza ne a destra ne a sinistra si sono mai affrontati seriamente cadendo nella tolleranza inefficiente da una parte e da un rigore pasticciato e incapace dall’altra che ha provocato altrettanta inefficienza e dilagante ingiustizia . Italia dei Valori c’e’ per chi crede che questi nodi si possano affrontare e risolvere . A differenza di altri partiti che si avvitano attorno a diatribe interne e ricerca di un leader o di una corrente, auspico che IDV sappia guardare ad un progetto e ad un programma credibili e capace di ridare speranza agli italiani .

Per fare cio’ occorre da una parte una compattezza che non nasca solo dalla forza di un leader perche’ sarebbe una unita’ destinata a finire con lui , ne si fondi sulla prospettiva di vantaggi per coloro che individualmente fanno parte del partito in quanto esponenti a vario titolo del medesimo, ma la forza e la volonta’ unificatrice nasce dal credere fermamente che le idee e le azioni che IDV sapra’ esprimere possano davvero diventare un patrimonio di tutti gli italiani, portando questo paese malato di sfiducia e di individualismo verso l’autostima di se attraverso il rispetto della RES PUBBLICA e dello Stato in una visione davvero moderna ed europea dell’essere cittadini , tutti con la coscienza di avere pari diritti e pari doveri .

La costituzione Italiana dovrebbe essere il faro che guida questo rinnovamento cercando la via per una sua piena applicazione , pensare di metterne in discussione qualsiasi parte di essa che possa sia direttamente che indirettamente inficiarne la prima parte e’ un disegno che dovrebbe essere assolutamente avversato . Questo documento “magico” per un paese come l’Italia venne scritto , come gia’ fu anche per la costituzione americana e altre , in un momento storico unico e irripetibile, dove tutte le forze politiche del paese , anche quelle piu’ lontane tra loro per ideali e programmi si trovarono concordi nel creare regole condivise che impedissero il ripetersi della tragedia di una dittatura e di una guerra civile, quale era quella della stagione appena trascorsa . Pensare oggi di ripetere quelle condizioni con i partiti di oggi , discutendo su come riformare la costituzione e’ folle o appartiene ad un disegno che mira a erodere le fondamenta stesse della repubblica..

Se questo congresso sapra’ dare risposte sara’ maturo per un cammino che lo potra’ portare lontano , diversamente sara’ semplicemente un altro “partito” italiano.




20 maggio 2009

Con il cappello in mano

 

18 maggio ore 13,30 davanti alla porta 2 di Mirafiori , gli operai escono per fine turno.

Il nostro gazebo , le bandiere IDV , la presenza di Antonio Di Pietro, e di altri noti candidati alle europee . Di Pietro e i candidati si lasciano intervistare dal gruppo di giornalisti e dalla Rai .

Scene di ordinaria presenza pre-elettorale . Io osservo le persone che escono da quei cancelli , uomini e donne : facce stanche , passi frettolosi , bocche serrate. Sui loro volti non si legge solo la fatica del lavoro , si legge fastidio, rassegnazione, rabbia. Qualcuno ripete : “ sono qui solo quando hanno bisogno di voti “ intendono i politici , tutti quanti . Che ne e’ della “classe operaia”, delle folle che si assiepavano quando parlavano esponenti della sinistra storica . Gli operai non sono piu’ una “classe” , hanno smesso di esserlo molto tempo fa . Sono una massa eterogenea e indistinta , carne da fabbrica dove ognuno pensa per se e se c’e’ un Dio, quello pensa per tutti .

Non sono piu’ al centro delle cronache e nemmeno della politica, se non quando giova a questo o a quello , almeno cosi e’ cio’ che si legge in quei volti stanchi e delusi .

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Un tempo i sindacati erano una piccola e coraggiosa minoranza di uomini che si battevano contro lo strapotere dei proprietari terrieri e dei padroni delle ferriere per l’affermazione di diritti essenziali , oggi sono divisi e indeboliti sul piano politico, anche causa di quell’abitudine al potere e alla mediazione che fa perdere di vista le persone, Sindacati e politici ancora una volta visti da quei lavoratori come inaffidabili, cosi come sono inaffidabili i partiti che non hanno saputo difendere quelle conquiste cosi duramente ottenute . Da quella famigerata “ marcia dei quarantamila” che ha determinato la perdita della scala mobile e con essa il potere di acquisto dei salari e degli stipendi , per i lavoratori dell’industria e non solo vi e’ stata solo una marcia in discesa fino a raggiungere il 23esimo posto nella graduatoria dei paesi con i salari piu’ bassi rispetto al tenore di vita del paese . La scala mobile e’ stata sostituita con una fasulla inflazione programmata che , guarda caso era sempre al ribasso . I cittadini che per amore o per forza pagano le tasse fino all’ultimo euro sono anche i piu’ penalizzati sotto l’aspetto del tenore di vita .

Nessuno si indigna insieme a  loro per questo, non lo ha saputo fare neppure quella sinistra che era il loro naturale punto di riferimento .

Come quando nel passato i braccianti e gli operai dovendo scegliere tra i sindacati e il padrone finivano per andare con il cappello in mano dal “sciur padrun” che forse qualche spicciolo lo dava pure a loro , cosi sono tornati a fare oggi Molti di loro non votano e non voteranno , ma altri votano e voteranno per il partito del padrone per eccellenza, il padrone d’Italia : Berlusconi, nell’illusione chiaramente falsa che metta qualche spicciolo nel loro cappello.

Di Pietro , uomo che conosce i contadini e la terra, che conosce la fatica dei suoi conterranei , stringe mani e cerca di farsi interprete di quella fatica e di quella delusione , ma il tempo delle illusioni per quegli operai e’ passato e sara’ davvero difficile per chiunque aprire loro le porte alla speranza senza fatti concreti .



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