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Perche' "FATTI E DISFATTI" ? avete mai visto i bambini alle prese con un giocattolo ? Il loro divertimento piu' grande e' smontarlo , guardare cosa c'è dentro . Cerchiamo di fare questo, di smontare cio' che ci viene proposto dalla societa', dalla politica, dalla informazione e andiamo a ricercare la verita' a capire i nessi e le cause e se qualche volta sbagliamo, non sbagliamo a cercare sempre al di la' dei conformismi ufficiali, delle propagande e degli slogan

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23 giugno 2010

La societa' decadente

La societa’ decadente .

 

La mia generazione , quella nata dopo la seconda guerra mondiale, guardava al futuro : ecco, il segreto di quella vitalita’, di quell’ottimismo che ci consentiva di superare disagi e manchevolezze dell’Italia post bellica , disagi e mancanze a ben vedere perfino piu’ pesanti  di quelle che oggi sono sotto i nostri occhi, e’ tutta in quella parola che si chiama “ la speranza possibile “ .

Oggi i giovani  si sentono traditi , traditi da quella generazione che non ha saputo trasmettere loro le condizioni di una “ speranza possibile “ .

Eppure una larga parte di noi quel tradimento lo aveva avvertito gia’ nel 68 . Quando i giovani del tempo decisero di scendere nelle piazze per chiedere nuovi diritti e liberta’  fino a quel momento negate , era perche’ credevano nella speranza del possibile e dell’impossibile , ma avvertivano che una parte importante della societa’ del tempo   voleva invece la conservazione e aspirava a nostalgie di un passato che noi volevamo fosse superato per sempre .

 Inutile fare qui il riepilogo della storia , ma oggi sappiamo che non e’ stata quella nostra generazione a sbagliare e constatiamo invece che quella parte della societa’ che gia’ a suo tempo voleva la conservazione e il ritorno al passato e’ l’attuale protagonista vincente del nostro tempo .

 Oggi sono vincenti coloro che volevano ieri  come  oggi  un ritorno ad un regime autoritario e repressivo , o avevano nostalgia perfino per un passato monarchico , coloro che ieri come oggi subivano obtorto collo quella costituzione che noi credevamo e crediamo dovesse avere piena e totale attuazione.

 Per decenni abbiamo vissuto i tentativi andati a vuoto , ma oggi vincenti di destabilizzare le istituzioni , di alterare la costituzione , di assumere il potere per il potere .

Le stragi , i depistaggi, i tentativi di golpe, le “maggioranze silenziose” , le loggie massoniche deviate , hanno combattuto una battaglia costante contro le forze vive e giovani del tempo ,come lo sono quelle attuali che ci guardano con commiserevole sufficienza , quelle generazioni che si riconoscevano nei movimenti studenteschi , operai, intellettuali, che allora come oggi volevano vedere attuati fino in fondo i diritti costituzionali e sognavano una societa’ capace di andare ancora oltre a quei diritti gia’ sanciti, ma quasi sempre disattesi nella pratica quotidiana . Non e’ la mia generazione ad aver sbagliato , non quella che si batteva per i diritti , oggi e’ il tempo dei traditori di quella generazione  .

La civilta’ e’ civilta’ se rappresenta un progresso sociale e non soltanto tecnologico e il cammino della civilta’ non e’ mai una linea retta , conosce discese a volte ripide e salite lente e faticose , ma alla fine ogni uomo sano di mente e di spirito aspira ad una ascesa . Se viene meno questa aspirazione muore la speranza  ed e’ cio’ che noi temiamo di scorgere in questo terzo millennio .

 




13 dicembre 2009

Il primo chicco di grandine

E' di poche ore fa  la notizia che un uomo di 42 anni. incensurato, ingegnere di buona famiglia , a Milano , ha colpito il primo ministro lanciandogli addosso una statuetta del duomo .
Ora si dice che era psicolabile e si dira' forse che era fomentato dall'odio di cui sarebbe responsabile l'opposizione .
Le opposizioni dal canto loro si prodigano a condannare l'evento e la violenza come sempre .
Al primo ministro i suoi fidi consiglieri potrebbero proporre di sfruttare l'occasione in due modi : o prendere spunto per aggredire ancora di piu' l'opposizione e in particolare quella dell'IDV , magari proponendo di inasprire le restrizioni per le manifestazioni di piazza , o al contrario proporre al primo ministro di manifestare grande magnanimita' , un gesto di "assoluzione" verso il colpevole affinche' si possa esaltare il premier come "il  misericordioso" del famoso film "Il gladiatore" .
 Per certi versi si potrebbe pensare che alla fine quel "lancio" possa fruttare al primo ministro un surplus di applausi .
Eppure il primo ministro e' colui che da anni fomenta odio additando gli avversari non come tali ,  ma come pericolosi comunisti, e' colui che mina alle fondamenta la repubblica screditando gli organi istituzionali di garanzia come la magistratura e perfino il capo dello stato e la corte costituzionale . 
Non si mette in discussione la fallibilita' che e' propria di ogni attivita' umana , ma la loro esistenza in quanto arbitri che come tali devono essere rispettati indipendentemente dalla loro fallibilita'.
Quando una dittatura si affaccia all'orizzonte non sempre il cosidetto popolo ne avverte i segnali anzi spesso ne e' il primo fautore .
Coloro che invece ne sono consapevoli iniziano a porsi interrogativi inquietanti , si chiedono se sia giusto attendere che la rete a maglie sempre piu' strette che cingono d'assedio la liberta' e la democrazia di un paese  possa  essere calata senza che si possa e si debba intervenire  per impedirlo . 
Cosa dovettero pensare i nostri padri antifascisti e antinazisti quando gli eventi del 900 stavano incanalando le democrazie dell'epoca verso la dittatura ? Scelsero In Italia come in Germania di attendere gli eventi, rimasero a guardare fino a che una mattina si svegliarono scoprendosi schiavi di mostruose macchine criminali e solo allora reagirono , ma era troppo tardi .
Oggi forse non siamo ancora a quel terribile bivio , ma abbiamo segni di follia nella direzione di questo paese , abbiamo progetti sbandierati che mirano a stravolgere la repubblica fondata sulla costituzione e sullo stato di diritto , abbiamo un parlamento costretto all'inattivita'  e le ombre della criminalita' organizzata che si allungano su un governo sempre piu' teso a difendere se stesso ad ogni costo , senza segni di ravvedimento e di autocritica .




11 febbraio 2009

Eluana e oltre....

 

Eluana Englaro finalmente e’ libera , libera da un corpo ridotto ad una “cosa” umana con la spina dorsale spezzata , che doveva essere spostata di lato ogni due ore per evitare piaghe di decubito , con un cervello atrofizzato , incapace di intendere e di volere , con la saliva che scendeva dalla bocca incapace di deglutire e il volto rotto da spasmi involontari ben diversa e altra dalla ragazza piena di vita che falsamente veniva data in pasto ai telespettatori ogni giorno.

Dopo un’accanimento mediatico e terapeutico degne di una societa' dominata da una mentalita' da santa inquisizione , finalmente e’ stata liberata da quell’inutile corpo inerme e senza vita umana degna di questo nome .

Intanto il governo discute di testamento biologico , ma mi chiedo che testamento puo’ essere quello che nega il diritto di scelta , che nega al’individuo la possibilita’ di decidere se farsi curare o meno , se farsi infilare tubi nello stomaco o nel naso contro la propria volonta'?

La gazzarra indegna e lo sciacallaggio strumentale che si e’ fatto in parlamento e in varie trasmissioni televisive sul caso Englaro dimostrano ancora una volta con quale cinismo il governo usa ogni evento per trarne vantaggio al fine di perseguire gli scopi che gia’ erano della P2 , rendere questo paese non dissimile ai regimi di stampo sud americano o di stampo sovietico . Mi riallaccio quindi a quanto riporta molto bene, come sempre, Marco Travaglio nel suo blog :

“Lo scudo umano
Dietro questa gazzarra, naturalmente, non c'è il tentativo di salvare una vita. Basta guardare l'espressione con cui il nostro capo del governo e i suoi sodali parlano di questo caso.
Si vede chiaramente dai loro occhi che non gliene importa assolutamente niente della vita di questa persona.
Usano questa persona, o quello che ne rimane, come scudo umano per i loro sporchi traffici, per i loro sporchi affari, per i loro sporchi tornaconti, tanto per cambiare.
Tutto, in questi quindici anni, è stato usato dal Cavaliere per il suo sporco tornaconto, qualunque cosa capitasse lo rivolgeva immediatamente ai suoi vantaggi e ai suoi affaracci privati.
Eluana è un pretesto – sì, l'ho detto, non lo dirò più – per fare affari, per sistemare pratiche, per moltiplicare l'immunità, per dare la spallata definitiva alla giustizia.
Infatti, non è affatto in discussione il salvataggio o meno di una vita che, iniziate le procedure, seguirà il suo corso.
Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco.
E' un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l'idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi del Parlamento medesimo, io credo che finisce all'istante lo Stato di diritto, finisce all'istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all'istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze.
In un Paese dove un governo o una maggioranza possono annullare una sentenza per legge o per decreto, ciascuno è libero di fare ciò che vuole visto che mai un privato cittadini potrà ottenere dal governo o dal Parlamento che venga annullata la sua, di sentenza, quando non gli piace.
Ed è proprio questo principio che Berlusconi ha voluto scardinare l'altro giorno approfittando del dramma di questa ragazza.
Lo spiega molto bene Carlo Federico Grosso questa mattina su La Stampa: non c'è nessuna corsa contro il tempo, battaglia fra chi vuole la vita e chi vuole la morte, nessuno scontro fra eutanasia e vita.
Qui c'è un vuoto di legge, colpa del Parlamento che non ha mai fatto la legge sul testamento biologico, del Vaticano che si è sempre opposto, dei servi di questo stato estero che si sono appecoronati, dei tremebondi laici che non hanno mai voluto arrivare allo “scontro”, cioè non hanno mai voluto che lo Stato liberale facesse quel che doveva fare nell'interesse di tutti i cittadini.

Non si può modificare una sentenza per legge
Quindi ci ritroviamo senza una legge che codifichi le ultime volontà di persone che stanno magari benissimo ma che decidono di far sapere come vogliono essere trattate in certe situazioni drammatiche.
In questo vuoto legislativo, ogni cittadino ha diritto di avere giustizia, di chiamare un giudice, di porgli un quesito e di avere una risposta del giudice, il quale decide non solo in base alla sua coscienza ma in base all'ordinamento, alla Costituzione, all'impalcatura giuridica del nostro Paese democratico.
I giudici hanno sentenziato, per fortuna si sono pronunciati in tanti, in primo grado, in appello, in cassazione.
Voi sapete che quando si arriva al terzo grado di giudizio sono coinvolti dai 15 ai 18 magistrati, di sedi, idee, età, funzioni diverse.
Alla fine c'è una sentenza definitiva della Cassazione. “La Cassazione – dice Carlo Federico Grosso – ha definitivamente riconosciuto alla ragazza o a chi per lei il diritto di staccare il sondino nasogastrico attraverso il quale si realizza il suo mantenimento artificiale in vita. Ebbene, di fronte a un diritto ormai definitivamente riconosciuto dall'autorità giudiziaria, davvero si può ritenere che una legge successiva sia di per sé in grado di cancellare il giudicato? Si badi che, curiosamente, lo stesso governo ha avuto i suoi dubbi: infatti, nella relazione che accompagnava il decreto – quello che poi è stato bocciato da Napolitano e che adesso viene riveduto e non corretto, ripresentato tale e quale come disegno di legge – il governo ha scritto che è vero che c'è stata una sentenza, in questo caso della Cassazione, ma questa data la particolare natura del provvedimento assunto, di mera volontaria giurisdizione, non avrebbe dato vita ad alcun accertamento di un diritto”.
“Così facendo – dice Grosso – lo stesso governo ha ammesso che se ci fosse stato il riconoscimento di un diritto, questo sarebbe ormai intangibile anche di fronte alla legge che eventualmente verrà fatta fra poche ore. Ma a differenza di quanto sostiene il governo, la Cassazione ha, in realtà, riconosciuto un vero e proprio diritto individuale a non essere più medicalmente assistiti contro la propria volontà, comunque manifestata, e dunque è lecito dubitare che il legislatore possa davvero interferire, ormai, con una legge su una situazione giuridica costituita. A maggior ragione, non potrebbero, d'altronde, essere considerati legittimi ulteriori interventi a livello amministrativo diretti ad ostacolare o impedire l'esercizio di quel diritto.”
Tutte queste ispezioni, questa vergogna di ispettori mandati da questo ministro, Sacconi, il marito della presidente della Farmindustria, che si aggirano intimidendo già soltanto con la loro presenza, anche involontariamente, chi deve delicatissimamente decidere, in queste ore, quello che si deve fare.
“Lo impone, ancora una volta, la salvaguardia del principio costituzionale della divisione dei poteri”.
Tutto questo cosa vuol dire? Che la legge che viene portata al Parlamento potrebbe valere per il futuro, ma è assurdo che una legge fatta dopo possa cancellare un diritto acquisito prima. Invece, è proprio quello che stanno cercando di fare: stabilire che in attesa dell'approvazione di una legge organica che disciplini questa materia, intanto l'alimentazione e l'idratazione non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.
Praticamente, trasformano in delinquenti i familiari e i medici che stanno applicando la sentenza della Cassazione.
La legge dice: “state attenti, perché se rispettate la sentenza della Cassazione siete dei delinquenti perché io vi dico, dopo, che se fate quello che è stato stabilito dalla Cassazione prima violate la legge che io sto facendo dopo”.
Vi rendete conto dell'abominio che stanno facendo? Indipendentemente che ciò avvenga per decreto o per disegno di legge. E' incredibile.
Infatti, chiede Grosso: “E se la persona interessata, quando era ancora consapevole, avesse manifestato la sua contrarietà a trattamenti medici diretti a tenerla artificialmente in vita? Costituisce principio di diritto pacifico, riconosciuto da numerose sentenze della Cassazione, che nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà.”
Lo stabilisce, ancora una volta, la Cassazione: ci sono confessioni religiose che rifiutano le trasfusioni, i trapianti. Può dispiacere o piacere, ma sono tutte cose non naturali che una volta non c'erano.
Esattamente come i sondini, l'idratazione artificiale, l'alimentazione artificiale: sono conquiste recenti della tecnica, che servono a tenere in vita chi si spera che ritroverà le sue funzioni, ma che non possono essere imposte a chi non le vuole, proprio perché sono tutte tecniche artificiali frutto della tecnologia recente.
Per dirla chiaramente: qualche decennio fa questa ragazza della quale stiamo parlando sarebbe già morta da tempo, perché non ci sarebbero stati gli strumenti per tenerla artificialmente in vita per tutto questo tempo.
Dopodiché sta alla famiglia e alle sue ultime volontà decidere se sottoporsi a queste tecniche invasive oppure no. Ci sono famiglie eroiche che accudiscono persone in quelle condizioni anche per decenni, è successo per l'ex ministro Andreatta che si era ridotto a una specie di corpicino minuscolo, così veniva descritto negli ultimi tempi, e che la famiglia ha deciso di tenere attaccato alle macchine fino a quando non fosse tutto finito.
Altri, evidentemente, possono lasciar detto che certe tecniche artificiali non le vogliono.
“Ma allora – dice Grosso – lo stesso contenuto del disegno di legge è fortemente sospetto di illegittimità perché imporrebbe un trattamento di mantenimento artificiale in vita anche a chi avesse dichiarato – magari per iscritto, davanti al notaio: non c'è ancora il testamento biologico ma ciascuno lo può fare per conto suo – di rifiutare queste tecniche”.
Questo è quello che sta succedendo. Voi vedete che non c'entra niente con quello che viene spacciato per il tentativo di salvare una vita, con tutte queste brave persone, magari anche in buona fede, che vanno con gli striscioni fuori dalla clinica.

Berlusconi è ontologicamente incostituzionale
Qui stiamo parlando di un governo che, ancora una volta, sta approfittando di un caso drammatico – non so cosa esista di più drammatico di questo caso – per farsi gli affaracci suoi, cioè per stabilire che il governo comanda sopra la giustizia, che non esiste più un confine, un tracciato, un limite dove il governo si deve fermare perché entra la legge, la giustizia.
Il governo, se non gli piacciono le sentenze, le può cancellare. Di più: Berlusconi ha detto che “se questo verrà ritenuto incostituzionale, cambiamo la Costituzione”.
E questo ci fa pensare a una cosa: che ormai la questione non è più che Berlusconi fa cose incostituzionali, è Berlusconi lui che è incostituzionale, ontologicamente.
Il suo DNA è totalmente incostituzionale. Bisognerebbe prenderne atto perché oltretutto lui non si è mai nascosto ai nostri occhi, lui ci ha sempre fatto sapere come la pensa, ci ha sempre detto come vuole agire.
La famosa frase “La Costituzione italiana è di stampo sovietico” non l'ha pronunciata l'altro giorno per la prima volta, ma il 12 aprile 2003 al Lingotto di Torino, e come al solito giornali e telegiornali fecero finta di non capire, di non vedere, la trattarono come una battuta: “che simpatico, la Costituzione è sovietica...”.
No, non è simpatico: lui pensa veramente che la Costituzione, costituita sulla divisione dei poteri e quindi la massima espressione della cultura liberale che si sia mai vista in Italia, sia sovietica, comunista, perché la divisione dei poteri impone dei paletti, dei limiti al potere del Premier ed essendo lui totalmente incostituzionale e antidemocratico, autoritario, totalitario, plebiscitario e sudamericano come tutti i caudillos della sua fatta, lui non sopporta l'esistenza di limiti.
Ecco perché ogni volta che trova un limite grida al comunismo - senza rendersi conto di essere lui il vero comunista perché gli unici regimi dove il potere del governo era smisurato e andava a occupare tutto, dalla giustizia, alla economia, ai media, era proprio quello sovietico – continua, ogni giorno a dare spallate a ogni potere di controllo terzo che esista.
Quindi “La Costituzione è sovietica” è una sua vecchia fissazione che denota chiaramente una pulsione autoritaria e totalitaria. La cosa curiosa è che fino alla settimana scorsa a dire queste cose c'era solo Di Pietro, e tutti gli dicevano “vergogna, non si dice così, come fai ad accostare Berlusconi al fascismo o al nazismo?”, dopodiché ieri Scalfari ha ricordato che questa situazione rammenta pericolosamente la svolta autoritaria di Mussolini del 3 gennaio 1925, dopo il delitto Matteotti, quando appunto si passò da una formalità democratica a una ufficialità autoritaria.
Ed è proprio questo il punto: il fatto che il Premier vuole scriversi le sentenze lui e vuole cambiare le sentenze che non gli piacciono.

Capo dello Stato
Abbiamo letto quello che dice Carlo Federico Grosso, che il disegno di legge è esattamente incostituzionale come il decreto.
Il decreto non era incostituzionale in quanto era un decreto, ma perché nel decreto si stabiliva che si annullava una sentenza della Cassazione. Se anche il disegno di legge annulla la sentenza della Cassazione è evidente che è incostituzionale anche il disegno di legge e che quindi quando verrà portato alla firma del Capo dello Stato, se c'è una logica giuridica, dovrà essere bocciato anche il disegno di legge.
Vedremo. Perché dico vedremo? Perché in questi giorni vedo appelli a favore del Capo dello Stato, applausi, manifestazioni di solidarietà al Capo dello Stato. Per carità, meno male: per una volta che non firma un qualcosa, ci mancherebbe altro che mettessimo il lutto.
Ma a me questa situazione ricorda un po' quando andavo a scuola, tornavo a casa con un bel voto e chiedevo un regalo ai miei genitori. E loro mi rispondevano: “ma quale regalo? Hai fatto appena il tuo dovere”.
Adesso che noi ci dobbiamo mettere ad applaudire, a ringraziare, a sbavare dietro il Capo dello Stato perché per una volta ha fatto il suo dovere di bocciare una legge incostituzionale, mi sembra eccessivo.
Sì, siamo contenti ma è niente altro che il suo dovere, quindi piano con gli entusiasmi.
Anche perché io ho un sospetto, e ve lo dico in chiusura.
Ve lo dico dopo avervi segnalato che è uscita la terza puntata dei nostri appuntamenti, il terzo DVD. Lo riconoscete perché ha un color rosa pompelmo. Si chiama Mafiocrazia e raccoglie i nove Passaparola dell'ultima parte dell'anno scorso e della prima di quest'anno. Si va dalla “P2 viva e lotta insieme a noi”, fino al caso di Salerno e di Catanzaro.
Trovate tutto raccolto insieme agli altri due. Le istruzioni le trovate sul blog di Beppe o su voglioscendere.
Chiusa la parentesi spot, ma se non ci autofinanziamo e se non ci diamo una mano non possiamo andare avanti con questi appuntamenti.

Armi di distrazione di massa
Il mio sospetto è questo: esaminiamo la situazione che c'era giovedì, alla vigilia del decreto.
Nei sondaggi la maggioranza degli italiani era dalla parte del padre di questa ragazza.
Berlusconi i sondaggi li conosce, li guarda, per cui di fronte alle pressioni vaticane e alle pressioni di alcuni membri del suo governo, non tutti – aveva il governo diviso su questo – era molto prudente e infatti non aveva voluto agire.
Poi sono arrivate delle telefonate da oltretevere, sapete che ormai il Vaticano si impiccia perfino delle nomine Rai: abbiamo dovuto leggere che Gianni Letta ha rassicurato il Vaticano sulle nomine Rai, siamo a questo punto.
Le pressioni aumentavano e allora il Cavaliere ha fatto una mossa, dal suo punto di vista, geniale all'insegna della botte piena e della moglie ubriaca.
Cos'ha fatto? Un decreto talmente incostituzionale da essere sicuro che stavolta il capo dello Stato non lo avrebbe firmato.
Il Capo dello Stato glielo ha pure fatto sapere prima, cosa che di solito non si userebbe, bisognerebbe aspettare il decreto e poi fulminarlo, in un Paese ordinato.
Da noi c'è sempre questo pappa e ciccia, questo inciucio, questo “non mandarmelo che non te lo firmo, così non ti faccio fare brutta figura”. C'è sempre questo tentativo ipocrita, tartufesco. Siamo il Paese di Tartufo. Di salvare la faccia, le apparenze, di lavare i panni al chiuso.
Lui lo manda lo stesso, tanto sa che il decreto non andrà in vigore, tanto sa che di fatto quel decreto non produrrà risultati. Quindi lui riuscirà ad accontentare sia quella parte di italiani che stanno col papà della ragazza, sia quella parte di italiani che stanno dalla parte del Vaticano.
100% di consensi: ai filovaticani dirà “ci ho provato, ma me l'hanno impedito”, a quegli altri dirà “tanto non è successo niente, perché le cose sono andate avanti così com'erano”.
In più, quando lui suscita un grande caso clamoroso, che occupa per giorni e giorni i telegiornali e i giornali, dovremmo essere ormai abituati ad andare a vedere cosa c'è dietro.
Cosa sta preparando in segreto mentre ci fa vedere il pupazzetto in pubblico? Questa è la sua tecnica: armi di distrazione di massa per nascondere qualcosa.
Cosa nasconde questa volta? Non lo nasconde nemmeno poi troppo: la legge sulle intercettazioni e della nuova riforma della giustizia, di Alfano, di cui probabilmente parleremo la prossima settimana, se non succedono cose più importanti ancora, perché è inaudita, qualcosa di allucinante.
Pensate soltanto che il pubblico ministero si chiamerà “avvocato dell'accusa”. Cioè, invece di avere un organo di garanzia che fa le indagini a nostra tutela per scoprire se siamo innocenti o colpevoli, avremo uno che avrà il compito di accusarci anche se non c'entriamo niente.
Sarà uno pagato a cottimo sulle condanne. Pensate all'abominio di quello che stanno facendo.
Chiudo la parentesi per dire che stanno preparando porcate che naturalmente starebbero sulle prime pagine dei giornali, se non fossero già occupate dalle cronache sanitarie, di questi poveri miei colleghi spero costretti a fare la telecronaca diretta di un caso come quello.
Ecco quindi che lui riesce a mettere insieme tutto: il principio autoritario ufficiale “comando io anche sulla magistratura, sulla Costituzione; se la magistratura o la Costituzione non mi fanno fare quello che voglio io, non ho sbagliato io ma sono sbagliate loro e quindi le riformiamo a mia immagine e somiglianza”. Questo è il messaggio.
Secondo: “io annullo le sentenze per legge”, quindi un domani quando ci sarà una sentenza su Mills o su di lui quando si riuscirà a processarlo per qualcosa e per qualche suo amico, lui fa un decreto e annulla la sentenza.
Quando dovesse essere condannato a pagare un risarcimento per aver fregato la Mondadori al suo legittimo proprietario, tramite una sentenza comprata da Previti, potrebbe benissimo fare un decreto per dire “Berlusconi non deve niente al legittimo proprietario della Mondadori”. Perché no?
Terzo, condizionare pesantemente il Capo dello Stato: fin'ora non aveva mai rimandato indietro nessuna legge, se gli mandavano subito quella sulle intercettazioni e sulla giustizia è molto probabile che queste non le avrebbe firmate.
Adesso però tutto è cambiato, perché ha già detto di no al decreto contra Eluanam, quindi il suo bonus se l'è già speso e per un po' di tempo dovrà stare buono, anche perché tutti i giornali stanno invitano Napolitano non ad andare avanti e a fermare questo eversore annidato a Palazzo Chigi, ma a mettersi d'accordo: “fate la pace”, “metteteci una pietra sopra”, “basta con lo scontro”, “abbassare i toni”.
Quindi, è ovvio che l'unico modo per fare la pace con Berlusconi è quello dargliela vinta: una settimana fa Berlusconi difendeva Napolitano dai non attacchi di Piazza Farnese, questa settimana ha detto che Napolitano è l'espressione della cultura della morte, che vuole l'eutanasia.
Mi domando: se hanno denunciato Di Pietro per quello che non ha detto in Piazza Farnese, cosa dovrebbero fare le camere Penali di fronte al fatto che si accusa praticamente il Capo dello Stato di essere un omicida.
Ma il Capo dello Stato sa che se vuole fare la pace con questo signore deve fargli passare le leggi che gli interessano, nelle quali, lo spiegheremo la prossima volta, c'è anche un codicillo che lo salva dalle conseguenze di una eventuale condanna dell'avvocato Mills.”



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