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Perche' "FATTI E DISFATTI" ? avete mai visto i bambini alle prese con un giocattolo ? Il loro divertimento piu' grande e' smontarlo , guardare cosa c'è dentro . Cerchiamo di fare questo, di smontare cio' che ci viene proposto dalla societa', dalla politica, dalla informazione e andiamo a ricercare la verita' a capire i nessi e le cause e se qualche volta sbagliamo, non sbagliamo a cercare sempre al di la' dei conformismi ufficiali, delle propagande e degli slogan

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3 ottobre 2008

La politica del fare ...male

Riporto un'articolo di Marco Travaglio  e mi chiedo e' antiberlusconismo ? Se il primo ministro si chiamasse Brambilla, Rossi o Verdone  potrebbe essere giudicato diversamente ? e un governo ipocrita che attuasse gli stessi metodi e le stesse strategie ?:

"In Italia il Parlamento è una pròtesi del presidente del Consiglio, che lo convoca e lo sconvoca a seconda delle scadenze dei suoi processi e dei finti impedimenti dei suoi onorevoli avvocati, per il resto bypassandolo allegramente con continui decreti legge (su 12 leggi approvate finora, 11 sono dl e solo uno è un ddl, la porcata Alfano, ovviamente incostituzionale). E le possibilità che il Parlamento bocci il piano delinquenziale che scarica sui contribuenti i debiti dell’Alitalia per regalarne la parte sana a una compagnia di giro di profittatori di regime, capitanata da Colaninno condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta del gruppo Italcase-Bagaglino, è pari a zero. Anzi, una volta tanto che il Pd non c’entrava nulla in una sciagura, Veltroni s’è precipitato a rivendicarne il merito.

Negli Usa la gente scende in piazza da Denver a Washington contro i profittatori di regime al grido di “Aiuti a Main Street, non a Wall Street”, “Niente salvagente, per questi ci vuole la galera”. In Italia manifestare in piazza è considerato eversione e invocare la galera per i ladri di Stato non si usa più: sarebbe giustizialismo. Negli Usa Obama e Mc Cain se le suonano di santa ragione. In Italia, se il leader del Pd comincia con quattro mesi di ritardo a fare opposizione al governo più indecente della terra, si becca subito i rimbrotti del Corriere della sera per la penna, anzi l’estintore, del pompiere di Viggiù, al secolo Pigi Battista. E viene subito sbugiardato dai suoi compagni di partito. Per Enrico Letta, “non si vincono le elezioni del 2013 con l’antiberlusconismo”: infatti ha appena perso quelle del 2008 dialogando con Berlusconi (che intanto monologava, chiamava Veltroni “maschera di Stalin” e vinceva a mani basse). 

Intanto Al Tappone, sempre spiritoso, annuncia: “Basta dialogo con Veltroni”. Un po’ come se Putin annunciasse “basta dialogo con la Georgia”. D’Alema, per punizione, lo candida subito al Quirinale: “Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica della Stato perché ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il Paese”. Frattanto, in Francia, il presidente Sarkozy è bersagliato dalle polemiche per aver osato partecipare all’assemblea condominiale e interessarsi della nuova rete fognaria della villa della suocera in Costa Azzurra, non per procurarle privilegi, ma solo perché siano rispettati la legge e l’ambiente.

In Italia il premier attacca i giornali altrui, essendo proprietario di giornali. Attacca le tv altrui, essendo proprietario di tv. Attacca i giudici, essendo imputato. Confessa, dopo aver mentito promettendo di non usarlo, che il Lodo Alfano gli serve “contro i giudici politicizzati”. Ma il pompiere Battista trova che la colpa della fine del dialogo sia tutta di Veltroni, che osa addirittura descrivere il premier come “nemico ontologico della democrazia”, cioè per quello che è, mentre il Cainano sarebbe colpevole soltanto di qualche “reazione sgarbata”. Ma certo, uno che minaccia la Consulta di rappresaglie se oserà dichiarare incostituzionale una legge incostituzionale, uno che definisce “nemici” i giudici che si occupano dei suoi reati, uno che passeggia quotidianamente con le scarpe chiodate (con tanto di rialzo interno) sulla Costituzione, uno che annuncia con l’apposito Ghedini la riforma del Csm di cui il capo dello Stato non sarà più presidente, uno che vola sull’elicottero di Stato in una beauty farm chiusa per lavori ma fatta riaprire apposta per lui e ci trascorre tre giorni anziché andare all’Onu a rappresentare l’Italia, ecco, uno così è soltanto un po’ sgarbato. Birichino


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permalink | inviato da diego49 il 3/10/2008 alle 11:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



19 settembre 2008

Come Di Pietro

Molti si chiedono con una certa preoccupazione come dovrebbe fare il PD per riconquistare il consenso popolare che una linea di condotta sbiadita sembra perdere ?

Cosa deve fare il PD : come Di Pietro ,  cioe dire pane al pane e vino al vino , ritrovare un linguaggio pubblico alla portata della gente comune (grande trovata di Berlusconi) un linguaggio "nazionalpopolare".
Osservo con interesse da tempo il linguaggio e le espressioni dei politici . Gli esponenti del PD sono persone spesso ammirevoli per la capacita' di esporre con pacatezza e ragionevolezza i loro punti di vista , perfino quando attaccano (ma quasi sempre sono in difesa) usano un linguaggio  , rituale, quasi da prima repubblica , un politichese che da l'impressione di scarsa  spontaneita' e di scarsa incisivita' . Veltroni, D'Alema sono persone colte , quasi raffinate , persone che ammirerei se partecipassi ad una conferenza o ad un salotto , ma del tutto inadeguati ad affrontare lo scontro sleale, le insinuazioni, il mentire sapendo di mentire , l'insulto, tipici del modo di confrontarsi e di fare politica da parte dei politici della destra berlusconiana . Per confrontarsi e anzi scontrarsi adeguatamente con essi bisogna essere in grado di salire su un ring battendosi alla pari con un linguaggio semplice e popolare , ma capace di rispondere con dati e fatti alle menzogne versate a piene mani dagli esponenti del maggior partito avverso . 
Dovrebbero andare a scuola da Di Pietro per ritrovare la capacita' di parlare al cuore delle piazze, dovrebbero andare a scuola da Marco Travaglio per avere la capacita' di smentire con dati inoppugnabili le menzogne che vengono disinvoltamente diffuse a piene mani da parte di Berlusconi .
Guardiamo il caso Alitalia , si parte con un annuncio fasullo e questo viene ripetuto come una filastrocca sempre da tutti i vari esponenti del PDL ,  poi si dice che la proposta Air France non esisteva , che era fallita a causa dei sindacati ecc.  e questo "teorema" viene ripetuto come da un disco rotto da tutti gli esponenti del PDL variamente intervistati . Oggi tutti all'unisono dicono e diranno che il fallimento e' colpa della CGIL  . Ora, poiche' sappiamo che la grande massa dei cittadini italiani e' piu' dedita alla lettura del Tuttosport o alla visione dell'Isola dei famosi piuttosto che a quella dei quotidiani o dei programmi di approfondimento , questi messaggini facili facili reiterati all'infinito  e immeddiatamente ricevibili fanno opinione e.... portano voti .
 A questo non si puo' rispondere in politichese , con linguaggi pacati e forbiti , bisogna andare diritti allo scopo con pochi argomenti altrettanto facili e altrettanto duri . Serve di piu' dire: quella cordata era una bufala , una cordata di avvoltoi che si facevano i  loro interessi a scapito dei lavoratori, come dice Di Pietro, che non usare termini moderati e corretti ma che poi non vengono recepiti da nessuno . Il PD da sempre l'impressione di andare al tappeto e poi chiedere quasi scusa all'avversario anziche saper menare pugni . Quando si viene trascinati su un ring, magari senza volerlo , i pugni si danno o altrimenti si riocevono . Diciamolo ai correttisimi e  morigerati esponenti del PD perche' se non sapranno adeguarsi si ritroveranno tutti seduti in qualche bel salotto a dissertare eloquentemente sulla loro eterna  sconfitta.




17 settembre 2008

Annunci e propaganda

 Ottavo spot di Berlusconi a Napoli. Ma la regione resta invasa e inquinata da un reticolo di discariche occasionali dove i fuochi bruciano notte e giorno, come dimostrano le foto e i video di denuncia di decine di cittadini.Vi si brucia di tutto, anche in immediata prossimità di insediamenti e colture. Sotto gli occhi dei tutori dell’ordine, nella piena consapevolezza delle popolazioni circostanti.
 La solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio e dentro il cerchio la scritta “Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli”.
A maggior ragione quindi va sostenuta l’azione di chi, prima di tutto, esercita il diritto costituzionale all’informazione. Prima ancora di giudicare: raccontare e far vedere. Il compito del cronista indipendente dai poteri resta garanzia fondativa della democrazia. Non ha alle spalle il logo “Centesima visita nella terra dei fuochi” ma fa del suo meglio per mostrare la verità.
Il governo è la televisione. Ciò che si vede c’è, ciò che non si vede non c’è.
Nascondere diventa la priorita' , nascondere le prostitute in casa e far credere che si possano arrestare le oltre 100.000 prostitute che sono nelle strade o il milione circa di clienti delle stesse .
Operazione ad effetto ma di fatto inapplicabile , una legge fatta da una ministra che commerciava il suo corpo sui calendari ma che non conosce o finge di non conoscere la situazione della giustizia o il numero di posti disponibili nelle carceri o semplicemente non sa come si debbono applicare le leggi italiane grazie alle prescrizioni e ai benefici voluti dal governo per salvare essi stessi dai processi .
Annunci  di politici decerebrati che promettono di multare gli accattoni , come proibire di parlare ad un muto o evirare un eunuco .
Se i cittadini spegnessero il televisore e accendessero il cervello, dovrebbero prima chiedersi come e quando siano applicabili le annunciate riforme in tema di sicurezza e non solo, prima di chiedersi se siano o meno lecite e giuste, come si dibatte  in tanti inutili salotti televisivi. 


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permalink | inviato da diego49 il 17/9/2008 alle 13:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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