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Perche' "FATTI E DISFATTI" ? avete mai visto i bambini alle prese con un giocattolo ? Il loro divertimento piu' grande e' smontarlo , guardare cosa c'è dentro . Cerchiamo di fare questo, di smontare cio' che ci viene proposto dalla societa', dalla politica, dalla informazione e andiamo a ricercare la verita' a capire i nessi e le cause e se qualche volta sbagliamo, non sbagliamo a cercare sempre al di la' dei conformismi ufficiali, delle propagande e degli slogan

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23 giugno 2010

La societa' decadente

La societa’ decadente .

 

La mia generazione , quella nata dopo la seconda guerra mondiale, guardava al futuro : ecco, il segreto di quella vitalita’, di quell’ottimismo che ci consentiva di superare disagi e manchevolezze dell’Italia post bellica , disagi e mancanze a ben vedere perfino piu’ pesanti  di quelle che oggi sono sotto i nostri occhi, e’ tutta in quella parola che si chiama “ la speranza possibile “ .

Oggi i giovani  si sentono traditi , traditi da quella generazione che non ha saputo trasmettere loro le condizioni di una “ speranza possibile “ .

Eppure una larga parte di noi quel tradimento lo aveva avvertito gia’ nel 68 . Quando i giovani del tempo decisero di scendere nelle piazze per chiedere nuovi diritti e liberta’  fino a quel momento negate , era perche’ credevano nella speranza del possibile e dell’impossibile , ma avvertivano che una parte importante della societa’ del tempo   voleva invece la conservazione e aspirava a nostalgie di un passato che noi volevamo fosse superato per sempre .

 Inutile fare qui il riepilogo della storia , ma oggi sappiamo che non e’ stata quella nostra generazione a sbagliare e constatiamo invece che quella parte della societa’ che gia’ a suo tempo voleva la conservazione e il ritorno al passato e’ l’attuale protagonista vincente del nostro tempo .

 Oggi sono vincenti coloro che volevano ieri  come  oggi  un ritorno ad un regime autoritario e repressivo , o avevano nostalgia perfino per un passato monarchico , coloro che ieri come oggi subivano obtorto collo quella costituzione che noi credevamo e crediamo dovesse avere piena e totale attuazione.

 Per decenni abbiamo vissuto i tentativi andati a vuoto , ma oggi vincenti di destabilizzare le istituzioni , di alterare la costituzione , di assumere il potere per il potere .

Le stragi , i depistaggi, i tentativi di golpe, le “maggioranze silenziose” , le loggie massoniche deviate , hanno combattuto una battaglia costante contro le forze vive e giovani del tempo ,come lo sono quelle attuali che ci guardano con commiserevole sufficienza , quelle generazioni che si riconoscevano nei movimenti studenteschi , operai, intellettuali, che allora come oggi volevano vedere attuati fino in fondo i diritti costituzionali e sognavano una societa’ capace di andare ancora oltre a quei diritti gia’ sanciti, ma quasi sempre disattesi nella pratica quotidiana . Non e’ la mia generazione ad aver sbagliato , non quella che si batteva per i diritti , oggi e’ il tempo dei traditori di quella generazione  .

La civilta’ e’ civilta’ se rappresenta un progresso sociale e non soltanto tecnologico e il cammino della civilta’ non e’ mai una linea retta , conosce discese a volte ripide e salite lente e faticose , ma alla fine ogni uomo sano di mente e di spirito aspira ad una ascesa . Se viene meno questa aspirazione muore la speranza  ed e’ cio’ che noi temiamo di scorgere in questo terzo millennio .

 




28 novembre 2009

Perche' si vuole nascondere la croce ?

Si e' parlato recentemente di voler abolire la croce dalle aule scolastiche . Le  motivazioni pro' e contro sono quasi tutte in chiave di liberta' religiosa  o  di laico diritto al non discrimine tra fedi diverse o ateismo .
Provo a dare un'altra spiegazione ancorche' psicologica :
Cristo tra le tante emblematiche espressioni che puo' fornirci la storia o la religione , e' anche la rappresentazione della vita dell'uomo sulla terra , del suo divenire e del suo destino . Ogni espressione , ogni attivita', ogni progetto umano e non  su questa terra segue un corso ben preciso : il nascere , il fiorire , e il decadere fino alla morte e la morte che piaccia o no e' inesorabilmente un golgota a volte breve a volte lunghissimo .
Non vi e' civilta', o impero, non vi e' filosofia, storia , non vi e' personalita' per quanto grande o potente che non abbia attraversato  inesorabilmente il percorso del nascere , del rifulgere (nel bene o nel male)  e del finire ed e' il finire che oggi ci fa paura piu' di ogni altra cosa .  
Il mondo contemporaneo rifugge tenacemente e pervicacemente a questo destino attraverso una ricerca di eterna giovinezza , di rifiuto della perdita e della fine e attraverso la negazione della morte . ( il caso Englaro ne e' la prova )
Le stesse religioni sono nate agli albori della civilta' umana per esorcizzare la morte cercando scampo attraverso la speranza di una vita oltre la morte ed elaborando complesse filosofie per superarla .
Negare l'immagine della croce e' negare quel ricordarci che ogni cosa e ogni essere ha una fine e che solo la speranza che nasce dall'aver gettato qualche seme di buoni frutti puo' riscattarci dalla enosorabilita' del destino di tutte le cose che e' insito nella vita stessa .


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permalink | inviato da diego49 il 28/11/2009 alle 1:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



25 novembre 2009

Chiamiamoci citoyens,

Nella storia ci sono stati molti modi di definire coloro che appartenevano ad un movimento in cui si riconoscevano per ideali e credo politico o religioso : fratelli, compagni, camerati eccetera , ma il termine storicamente che piu' mi ha dato senso di appartenenza e' "cittadino" o citoyen alla francese . 
Si fecero chiamare "cittadini" i francesi nel  momento davvero sanguinoso e sublime della storia in cui finalmente si sanciscono i cardini della civilta' moderna definiti in " liberte', egalite', fraternite'" .
 Il "cittadino" ha una dignita' di  rappresentanza civile , e' un uomo consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri , non e' "popolo"   che segue un pastore , non e' un "accasermato" , e' l'uomo libero, consapevole, responsabile .
Oggi si fa un gran parlare di popolo e  si tratta di persone che nel nostro tempo hanno diritto di voto , ma che uso fanno di questo diritto ?
Spesso neppure ne fanno uso o in larga parte votano una faccia, uno slogan, una bandiera senza chiedersi cosa ci sia dietro, quali principi, quali valori, quali biografie e storia e filosofie .
Usano di un diritto e un potere davvero grande in modo superficiale , distratto e ignorante nel senso di coloro che scentemente preferiscono ignorare .
Si dovrebbero sottoporre ad esame gli elettori per sincerarsi che siano degni di questo diritto, se non ci fosse il ragionevole dubbio di come debba essere composta la commissione esaminatrice .
Il popolo e' spesso una massa irragionevole che nella storia ha portato al potere uomini come Stalin, Hitler, Mussolini , dittatori che hanno represso le liberta' nel sangue . Le citoyen con il sangue hanno creato le premesse di un mondo libero dagli assolutismi e hanno costruito le basi delle moderne democrazie . Un denominatore comune con esiti opposti . 
Dovremmo tornare ad essere "cittadini" e a definirsi cittadini tutti coloro che aspirano ad una politica consapevole, eticamente corretta, moralmente irreprensibile , competente e lungimirante , cioe' l'esatto opposto di cio' che e' oggi nel suo complesso .
  Se in Italia e non solo avessimo "cittadini" anziche' "popolo" il berlusconismo non si sarebbe mai radicato.


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permalink | inviato da diego49 il 25/11/2009 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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