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Il primo chicco di grandine

E' di poche ore fa  la notizia che un uomo di 42 anni. incensurato, ingegnere di buona famiglia , a Milano , ha colpito il primo ministro lanciandogli addosso una statuetta del duomo .
Ora si dice che era psicolabile e si dira' forse che era fomentato dall'odio di cui sarebbe responsabile l'opposizione .
Le opposizioni dal canto loro si prodigano a condannare l'evento e la violenza come sempre .
Al primo ministro i suoi fidi consiglieri potrebbero proporre di sfruttare l'occasione in due modi : o prendere spunto per aggredire ancora di piu' l'opposizione e in particolare quella dell'IDV , magari proponendo di inasprire le restrizioni per le manifestazioni di piazza , o al contrario proporre al primo ministro di manifestare grande magnanimita' , un gesto di "assoluzione" verso il colpevole affinche' si possa esaltare il premier come "il  misericordioso" del famoso film "Il gladiatore" .
 Per certi versi si potrebbe pensare che alla fine quel "lancio" possa fruttare al primo ministro un surplus di applausi .
Eppure il primo ministro e' colui che da anni fomenta odio additando gli avversari non come tali ,  ma come pericolosi comunisti, e' colui che mina alle fondamenta la repubblica screditando gli organi istituzionali di garanzia come la magistratura e perfino il capo dello stato e la corte costituzionale . 
Non si mette in discussione la fallibilita' che e' propria di ogni attivita' umana , ma la loro esistenza in quanto arbitri che come tali devono essere rispettati indipendentemente dalla loro fallibilita'.
Quando una dittatura si affaccia all'orizzonte non sempre il cosidetto popolo ne avverte i segnali anzi spesso ne e' il primo fautore .
Coloro che invece ne sono consapevoli iniziano a porsi interrogativi inquietanti , si chiedono se sia giusto attendere che la rete a maglie sempre piu' strette che cingono d'assedio la liberta' e la democrazia di un paese  possa  essere calata senza che si possa e si debba intervenire  per impedirlo . 
Cosa dovettero pensare i nostri padri antifascisti e antinazisti quando gli eventi del 900 stavano incanalando le democrazie dell'epoca verso la dittatura ? Scelsero In Italia come in Germania di attendere gli eventi, rimasero a guardare fino a che una mattina si svegliarono scoprendosi schiavi di mostruose macchine criminali e solo allora reagirono , ma era troppo tardi .
Oggi forse non siamo ancora a quel terribile bivio , ma abbiamo segni di follia nella direzione di questo paese , abbiamo progetti sbandierati che mirano a stravolgere la repubblica fondata sulla costituzione e sullo stato di diritto , abbiamo un parlamento costretto all'inattivita'  e le ombre della criminalita' organizzata che si allungano su un governo sempre piu' teso a difendere se stesso ad ogni costo , senza segni di ravvedimento e di autocritica .

Pubblicato il 13/12/2009 alle 23.57 nella rubrica Diario.

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