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La societa' decadente

La societa’ decadente .

 

La mia generazione , quella nata dopo la seconda guerra mondiale, guardava al futuro : ecco, il segreto di quella vitalita’, di quell’ottimismo che ci consentiva di superare disagi e manchevolezze dell’Italia post bellica , disagi e mancanze a ben vedere perfino piu’ pesanti  di quelle che oggi sono sotto i nostri occhi, e’ tutta in quella parola che si chiama “ la speranza possibile “ .

Oggi i giovani  si sentono traditi , traditi da quella generazione che non ha saputo trasmettere loro le condizioni di una “ speranza possibile “ .

Eppure una larga parte di noi quel tradimento lo aveva avvertito gia’ nel 68 . Quando i giovani del tempo decisero di scendere nelle piazze per chiedere nuovi diritti e liberta’  fino a quel momento negate , era perche’ credevano nella speranza del possibile e dell’impossibile , ma avvertivano che una parte importante della societa’ del tempo   voleva invece la conservazione e aspirava a nostalgie di un passato che noi volevamo fosse superato per sempre .

 Inutile fare qui il riepilogo della storia , ma oggi sappiamo che non e’ stata quella nostra generazione a sbagliare e constatiamo invece che quella parte della societa’ che gia’ a suo tempo voleva la conservazione e il ritorno al passato e’ l’attuale protagonista vincente del nostro tempo .

 Oggi sono vincenti coloro che volevano ieri  come  oggi  un ritorno ad un regime autoritario e repressivo , o avevano nostalgia perfino per un passato monarchico , coloro che ieri come oggi subivano obtorto collo quella costituzione che noi credevamo e crediamo dovesse avere piena e totale attuazione.

 Per decenni abbiamo vissuto i tentativi andati a vuoto , ma oggi vincenti di destabilizzare le istituzioni , di alterare la costituzione , di assumere il potere per il potere .

Le stragi , i depistaggi, i tentativi di golpe, le “maggioranze silenziose” , le loggie massoniche deviate , hanno combattuto una battaglia costante contro le forze vive e giovani del tempo ,come lo sono quelle attuali che ci guardano con commiserevole sufficienza , quelle generazioni che si riconoscevano nei movimenti studenteschi , operai, intellettuali, che allora come oggi volevano vedere attuati fino in fondo i diritti costituzionali e sognavano una societa’ capace di andare ancora oltre a quei diritti gia’ sanciti, ma quasi sempre disattesi nella pratica quotidiana . Non e’ la mia generazione ad aver sbagliato , non quella che si batteva per i diritti , oggi e’ il tempo dei traditori di quella generazione  .

La civilta’ e’ civilta’ se rappresenta un progresso sociale e non soltanto tecnologico e il cammino della civilta’ non e’ mai una linea retta , conosce discese a volte ripide e salite lente e faticose , ma alla fine ogni uomo sano di mente e di spirito aspira ad una ascesa . Se viene meno questa aspirazione muore la speranza  ed e’ cio’ che noi temiamo di scorgere in questo terzo millennio .

 

Pubblicato il 23/6/2010 alle 0.47 nella rubrica Diario.

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